La visione del Presidente Maria Grazia Minisci
La provincia di Cosenza rappresenta uno dei poli agricoli più dinamici e complessi della Calabria: un territorio che dal mare si spinge fino alle aree montane, attraversato da microclimi diversi e caratterizzato da un patrimonio di produzioni che costituiscono una vera eccellenza nel panorama nazionale.
Nel corso della trasmissione Dove cresce la Calabria, la Presidente di Confagricoltura Cosenza, Maria Grazia Minisci, ha tracciato una visione chiara e articolata per il futuro dell’agricoltura provinciale e regionale, fondata su qualità, identità, aggregazione e capacità di affrontare le grandi transizioni in atto.
Identità produttiva e valorizzazione delle eccellenze
La Calabria e la provincia di Cosenza, in particolare, vantano produzioni di altissimo valore: olio extravergine di oliva, clementine, limoni, vini, patata della Sila, tartufi, liquirizia e molte altre colture identitarie.
Secondo la Presidente Minisci, il futuro passa dalla capacità di non snaturare l’identità dei prodotti, ma anzi rafforzarla attraverso qualità, tracciabilità e riconoscibilità. Un esempio emblematico è quello dell’olio extravergine, con varietà come la Dolce di Rossano, la Carolea e la Tondina, che conferiscono al prodotto caratteristiche organolettiche uniche. In questo senso, la DOP Bruzio rappresenta uno strumento fondamentale per distinguersi sui mercati, evitando l’omologazione e puntando sull’identità territoriale.
Un discorso analogo vale per le clementine di Calabria IGP, simbolo della piana di Sibari e dell’agrumicoltura regionale, apprezzate sui mercati europei e nordamericani per il particolare equilibrio tra zuccheri e acidità, frutto delle condizioni pedoclimatiche irripetibili derivanti dalla vicinanza tra mare e montagna. A queste si affianca il limone di Rocca Imperiale IGP, prodotto di nicchia ma di altissima qualità, riconosciuto per la sua aromaticità e per l’elevata percentuale di succo.
Accanto agli agrumi, la Presidente ha richiamato l’importanza del settore vitivinicolo, che negli ultimi anni ha visto una crescente valorizzazione dei vitigni autoctoni come Magliocco, Gaglioppo e Pecorello, grazie al lavoro delle cantine locali. Anche le produzioni dell’entroterra, come la patata della Sila IGP e il tartufo, rappresentano filiere strategiche, capaci di generare reddito e nuove opportunità soprattutto nelle aree interne.
Aggregazione e programmazione: la chiave della competitività
Uno dei punti centrali della visione della Presidente Minisci è il tema dell’aggregazione.
Oggi, per un’azienda agricola, non è più sostenibile affrontare singolarmente le sfide del mercato globale, del cambiamento climatico e delle nuove fitopatie. Le Organizzazioni di Produttori, le cooperative e le forme associative diventano strumenti indispensabili per:
- programmare le produzioni,
- garantire continuità e volumi sui mercati,
- mantenere standard qualitativi elevati,
- rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori.
In questa direzione si inserisce anche l’esperienza di Carpem Naturam, l’OP promossa per dare concretezza al principio dell’aggregazione come leva di sviluppo.
Transizione ecologica, innovazione e nuove tecnologie
Un altro asse portante della visione della Presidente riguarda la transizione ecologica e l’uso consapevole delle nuove tecnologie.
L’agricoltura è chiamata a svolgere un ruolo sempre più strategico nella tutela dell’ambiente: non solo producendo cibo, ma contribuendo al contrasto dei cambiamenti climatici, al sequestro della CO₂, alla tutela delle risorse idriche e alla conservazione della biodiversità.
In questo contesto, diventano fondamentali:
- l’introduzione di sistemi di irrigazione di precisione,
- l’impiego di energie rinnovabili (come il fotovoltaico sui fabbricati agricoli),
- le tecnologie digitali per il monitoraggio delle colture,
- le pratiche di agricoltura sostenibile e biologica.
La Presidente ha sottolineato come queste innovazioni rappresentino anche nuove opportunità per attrarre e coinvolgere le nuove generazioni, che possiedono competenze e sensibilità particolarmente adatte ad affrontare questa fase di cambiamento.
Il ruolo di Confagricoltura
In questo quadro complesso, Confagricoltura svolge un ruolo essenziale di rappresentanza e mediazione tra il mondo produttivo e le istituzioni.
Secondo Minisci, l’organizzazione è uno strumento fondamentale per dare voce alle imprese agricole a tutti i livelli – provinciale, regionale, nazionale ed europeo – intercettando le criticità, ma anche proponendo soluzioni e linee programmatiche concrete.
Un ruolo che poggia sulla consapevolezza della valenza ergo omnes dell’agricoltura: un settore che non produce solo reddito, ma benessere collettivo, tutela del territorio e sostenibilità ambientale.