Rispetto del lavoro e innovazione. La formula della Presidente delle donne Calabria. “Imprese e territori le mie priorità, manca una rappresentanza femminile adeguata”

“Il potere è donna, diceva mia nonna Iole”. Inizia così il racconto di Serenella Rizzo, 63 anni, imprenditrice agricola a Montalto Uffugo (Cosenza), ripercorrendo una storia familiare giunta alla quinta generazione, dove le donne hanno fatto la differenza.

L’attività partiva alla fine del 1700, con terreni che andavano dalla bassa collina alla montagna: meleti, castagneti, distese di granturco, uliveti, bestiame al pascolo e la filatura del baco da seta, gestiti con un’imprenditorialità già aperta all’automazione. Il “latifondo” negli anni si è ridotto, arrivando oggi a coprire circa 200 ettari, dedicati alla produzione di olio e di cereali.

Serenella racconta un’impresa all’avanguardia fin dagli inizi, non solo per l’utilizzo delle macchine, ma per la grande considerazione riservata alle donne della famiglia — in controtendenza rispetto al costume del tempo (“mia nonna era un concentrato di autorevolezza in 1 metro e 50 di persona”) — e agli operai: “Al 90% gli abitanti della frazione erano nati e risiedevano nei nostri terreni. Nonostante le rivolte, frequenti in zona all’inizio del secolo scorso, da noi non successe nulla. Lavoravamo in armonia, garantendo ai nostri collaboratori le giuste condizioni”.

Nonna Iole prese le redini dell’azienda negli anni ’40 e fu una delle prime donne associate a Confagricoltura. Oggi Serenella, che ha ricevuto il testimone da sua mamma nel 2019, è anche presidente di Confagricoltura Donna Calabria, eletta per acclamazione lo scorso maggio.

In azienda si sta concentrando sulla produzione di olio biologico, in un’ottica di ristrutturazione verso una maggiore sostenibilità economica, per far fronte a numerose criticità: “La difficoltà più grande è la mancanza di manodopera. Non si trova più nessuno”. E ancora: “La seconda sfida è la resistenza tipica della Calabria a fare rete. Dovremmo vivere di agricoltura e turismo, due comparti dove la collaborazione è ancora troppo poca”.

Il suo impegno va in tutt’altra direzione: “Come presidente di Confagricoltura Donna per la regione, intendo consolidare il gruppo ed espanderlo. Dopo una pausa forzata per ragioni di salute, la mia priorità è incontrare le imprese nei territori”.

Sull’essere imprenditrice in Calabria oggi: “Gli uomini sono di più, ma la gestione femminile si è affrancata ed emancipata”. Evidenzia poi una condizione che riguarda un po’ tutta l’Italia, da Nord a Sud: “Manca una rappresentanza femminile adeguata ai tempi. Scontiamo retaggi di una volta, quando erano gli uomini a sedersi ai tavoli per prendere decisioni”.Rizzo può contare anche su una solida esperienza nella pubblica amministrazione, avendo contribuito alla gestione delle politiche economiche regionali. Un pensiero per le imprenditrici di domani: “Con volontà e perseveranza, possiamo far sì che si affermi sempre di più un quadro femminile di amanti della propria terra e della propria professione. Un risultato che possiamo raggiungere insieme, credendo nella rappresentanza”. 

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